Storia

Calajò Resort si trova nel comune di Trappeto, a monte del fiume Nocella, a circa 40 km da Palermo e a 60 km da Trapani, nel cuore del Golfo di Castellamare.

Le sue terre venivano anticamente coltivate a cannamele e per estrarre lo zucchero venne costruito, su un promontorio, un trappeto protetto da una torre fortificata. Il promontorio fu chiamato “Trappetum Cannamellarum”. Purtroppo lo zucchero che proveniva dal Nuovo Mondo soppiantò questa industria, lasciandone il ricordo solo nel nome del sito.

Nelle vicinanze c’è Partinico, un piccolo comune agricolo, nella cui piazza troneggia una splendida fontana barocca a otto bocche. Nelle numerose chiese antiche dislocate nel paese è possibile ammirare tele risalenti al 1600. Inoltre è stato ultimato di recedente il restauro della “Real Cantina Borbonica” risalente al 1803. Altro centro agricolo situato a 20 Km. da Trappeto è Alcamo (dall’arabo “AL-QAMAH”, Terra Fertile).

Artisti come Antonello Gagini e Giacomo Serpotta hanno lasciato testimonianza del loro passaggio.

I numerosi vigneti, che ne caratterizzano il paesaggio attorno, producono il “Bianco d’Alcamo”.

In pochi minuti è possibile raggiungere Castellammare del Golfo, Segesta ed Erice. II primo è una località prettamente turistica, mentre gli altri due costituiscono siti archeologici di interesse mondiale. Suggestiva è l’insenatura di Guidaloca dominata dalla Torre Cinquecentesca. Poco lontano è situato il borgo di Scopello (dal greco “Skopelòs”, scoglio) con il suo baglio “Isonzo” seicentesco. Il luogo è rinomato per la presenza di un’antica tonnara, delle torri saracene e dei faraglioni. Lungo il mare, per 8 km Si estende la “Riserva naturale dello Zingaro”, la cui costa, colorata dalle verdi palme nane e dagli antichi carrubi è intercalata dalle calette bianche.

Tra Palermo e Trappeto sorge Terrasini, che con Capo Rama, opposto a Capo San Vito, chiude il Golfo di Castellammare.

Terrasini, il cui nome significa proprio Terra del golfo è caratterizzato da insenature naturali tra cui quella di Cala Rossa per il tipico pigmento delle rocce rosse. Il Palazzo D’Aumale, edificato nel 1835, per destinarlo alla conservazione del vino, oggi ospita il museo etnoantropologico naturalistico e archeologico.